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domingo, 13 de noviembre de 2011

La CEDAW (ONU) advirtió al gobierno italiano del peligro del SAP y las leyes de Custodia Compartida gracias al Informe Sombra

Asociaciones de mujeres italianas reunidas en la Plataforma "Lavori in Corsa" presentaron en la sesión plenaria de Naciones Unidas en julio de 2011 un Informe Sombra contra el gobierno italiano ante la Comisión del CEDAW, donde introdujeron en la parte de la violencia contra las mujeres (en el marco de la familia y el litigio en las separaciones de pareja), el tema del supuesto "sap" ("ssap").

La Comisión se mostró muy preocupada por este tema y, en una recomendación al gobierno italiano, le indicó de modo explícito que controlara y tomara medidas para que en los juzgados no se utilicen teorías acientíficas y para que revise las políticas de Custodia Compartida impuesta en casos de divorcio contencioso y su carácter perjudicial para los/as niños/as y sus madres.

EI informe de la CEDAW (ONU) al Gobierno italiano le advierte y le recomienda:

"Este Comité se ha percatado de que el Act No. 54/2006 introdujo la custodia (física) alterna como medida preferente en los casos de separación o divorcio. No obstante, este Comité está preocupado por la falta de estuidos acerca de los efectos sobre de este cambio legal, especialmente en el marco de la investigación comparativa que señale los efectos negativos en los niños (especialmente niños pequeños) de la custodia compartida impuesta.

Aun más allá, CEDAW/C/ITA/CO/6 12 11-44176 está muy preocupado por los informes de sospecha basados en quejas por abusos a niños en casos de custodia, fundamentados en la dudosa teoría del “síndrome de alineación parental”

51. Este comité hace un llamamiento al partido gobernante para que evalúe este cambio legal en el área de la custodia de niños basándose en estudios científicos, con el fin de establecer debidamente sus efectos a largo plazo en mujeres y niños, teniendo en cuenta la experiencia acumulada en otros países en esta materia.

No queremos dejar de recordar que recientemente se ha producido una reforma legal en Italia que impide que la custodia compartida se establezca contra la voluntad de los menores, habiéndose activado mecanismos que permiten que los menores sean escuchados en cualquier momento. Este mecanismo se introdujo debido al profundo rechazo que los menores estaban teniendo a esta medida.

Colgamos en este Blog los dos informes, el informe sombra de las asociaciones de mujeres italianas presentado ante la CEDAW; y las recomendaciones de la CEDAW al gobierno italiano.

MOVIMIENTO STOP SAP

jueves, 29 de septiembre de 2011

DENEGADA LA COMPARTIDA EN ITALIA POR IMPOSICIÓN. ¡¡¡SÓLO SI HAY ACUERDO PARA PROTEGER EL INTERÉS DEL MENOR!!!

AFFIDO CONDIVISO NEGATO SE C'É OPPOSIZIONE DEI FIGLI

Data di pubblicazione: 27/09/2011, www.diritto.it

Non può essere disposto l’affidamentocondiviso dei figli nel caso in cui questi sirifiutino categoricamente di avererapporti con i genitori.
di Anna Costagliola

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza del 15 settembre 2011, n. 18867, con cui ha respinto il ricorso di una mamma che chiedeva l’affidamento condiviso della figlia minore, affidamento negato dai giudici del merito a causa del rifiuto categorico della bambina di avere qualunque tipo di rapporto con lei.
In particolare, la Corte d’appello aveva rilevato come il netto rifiuto di qualsivoglia rapporto con la madre manifestato dalla figlia, nonché l’incapacità dei genitori di evitare conflitti tra loro rendevano impossibile, in funzione del superiore e prevalente interesse della minore, disporre l’affidamento condiviso o esclusivo alla madre della ragazza, dovendosi piuttosto confermare l’affidamento al padre, sia pure con conferimento ai servizi sociali dell’incarico di tentare il ripristino dei rapporti tra madre e figlia.
I giudici della Cassazione, condividendo sul punto la pronuncia del giudice dell’appello, hanno sottolineato come questa risultasse conforme al dettato normativo di cui agli artt. 155, 155bis e 155sexies del codice civile, confermandosi l’affidamento al padre in luogo dell’affidamento condiviso ai genitori non già per carenze materne, ma ritenendosi che l’affidamento esclusivo o anche alla madre fosse contrario al superiore interesse della figlia, come risultava emergere dalla sua palese opposizione in sede di doverosa audizione. La decisione, pertanto, appariva perfettamente in linea col criterio legale della prevalenza dell’interesse del minore.La pronuncia della Cassazione si pone in linea con il filone interpretativo giurisprudenziale tendente ad attribuire un sempre maggiore peso alle dichiarazioni rese dai figli in sede di audizione nell’ambito dei procedimenti di separazione o divorzio. Negli ultimi tempi, infatti, si è andata sempre più radicando la convinzione di dover mettere in primo piano gli interessi dei minori, giacché non sempre questi si identificano con le pretese egoistiche dei genitori; di qui la necessità che il provvedimento del giudice tenga conto di questi interessi, mirando a fornire al minore un programma di vita che sia quanto più consono alle sue esigenze e rispettoso dei suoi diritti, pur nella modificazione del rapporto coniugale. Nella descritta prospettiva, l’ascolto del minore all’interno dei giudizi di separazione e divorzio, se rimane fondamentale strumento di informazione per meglio comprendere le dinamiche familiari, specie ove vi sia conflitto, tuttavia si impone sempre più come momento fondamentale di affermazione del minore, nel senso che la sua audizione assume rilievo in sé, quale realizzazione di un’esigenza primaria del minore, ovvero quella di far sentire la sua voce, quando abbia sufficiente capacità di discernimento, relativamente alle vicende che lo riguardano, per affermare le sue esigenze in proposito.